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Archivio Gennaio 2006

…" Pelle"…

31 Gennaio 2006 22 commenti


“Pelle” è il mio vestito,è il fragore che rimbomba in ogni mio gesto è il rumore inerte contenuto in ogni rifiuto,in ogni si detto e poi immediatamente respinto,ogni volta che respiro a piena ?pelle? chi sta intorno a me,ogni volta che attiro o respingo a piena ?pelle?,chi è vicino o lontano dai miei occhi,ma non dalla mia ?pelle?.

‘Pelle’,sono io,?stamattina o forse sempre,e non so se sarà lo stesso sentire di domani,pelle mentre incontro nuova pelle,che non sa di esserlo,qualcuno lo chiama “profumo di donna”,mah, forse si,io però so cosa è.
E? ?pelle? e la riconosco e rimango senza fiato, mentre abbraccio teneramente Alessia di cinque anni appena ma, già così?pelle?,proprio come me.

E Simona in piazza guarda con invidia di mamma gelosa,questa sua bellissima bambina,che si apparta con me per dirmi i suoi piccoli grandi
segreti,che io custodirò per tutta la vita,vorrebbe capire,ci osserva stupita,diffidente(la sua è una pelle diversa dalla nostra),non potrà mai capire che cosa può legare a tal modo,una donna alla sua bambina dagli occhioni neri,grossi e lucenti come chicchi maturi,la fossetta un po? di traverso che lotta con le guanciotte e poi spunta fuori di botto,l?aria intenta di questa bimba che sembra senza età, seria,posata e decisa, mentre parla a tu per tu con me e mi racconta e si racconta.

Premonizioni improvvise,sospiri di una piccola anima,così affine alla mia,così già consapevole nella sua bellissima,femminile innocenza,oh per amore di Cristo o dell?inferno se volete,non fate mai male ai bambini,non spezzate mai il loro cammino,non deviate il loro personale unico,irripetibile modo di essere se stessi,già ?pelle? appunto a soli cinque anni.

Stringo a me questa bimba dal profilo così suggestivo,la vedo già muoversi,bellissima donna di domani,per un attimo mi ha consentito di entrare nel suo intimo mondo,di conoscere il suo ?essere? che sarà domani la sua ?pelle?, piccola minuscolissima Alessia,che profuma di giorni lieti, promette cascate di acqua fresca e coloratissimi petali di pesco in fiore.

Pelle di Alessia,profumo di?pelle?mia che che trascende il tempo e le cose e va verso e oltre la vita?
Nenè

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Piove,piove piove…

30 Gennaio 2006 15 commenti


Questa è una pagina che nasce dalle riflessioni in una brutta notte di pioggia, messe giù da Max l?indiano (da noi a Giffoni conosciuto e molto amato),ha voluto che la leggessi, ho detto di si a patto che poi me la lasciasse pubblicare et voilà.

Accidenti scroscia da paura ?stanotte sembra che il cielo voglia cadere proprio in terra,penso allo?Tsunami? di cui tanto si parlava qualche tempo fa,un luogo dove miseria,fame e stenti erano già di casa.

E adesso più poveri di prima,dopo la passata ondata di compassione,abbandonati e senza più aiuti,che faranno?Come vivranno?

Ricordo una volta da bambino,una sera quasi uguale,poche gocce all?inizio,poi il ?diluvio universale ?a un certo punto andò via pure la luce.
Mia madre accese le candele e a me bambino quasi pareva di stare in una cattedrale dalle guizzanti e misteriose luci che si riflettevano intense in tutte le cose,creando fiabeschi giochi tra i vetri del canterano antico,nei riflessi delle mattonelle,facendo a gara in mirabile bellezza con le fiamme allegre del camino mentre mamma in un angolo rammendava e Pà raccontava storie magiche dei tempi passati.

E la pioggia cade,ora il rumore è come un crepitio continuo,sui tetti,negli orti e per le strade lava via e sradica tutto.Ci saranno danni domani?Più in là dalle montagne della ?Colla? cala pauroso il boato assordante dei tuoni. e lo sfrigolio dei lampi che solcano dai monti illividendo il cielo.Dove brucerà lassù?

Sono una nuvola rossa greve di pioggia,alzo il mio canto selvaggio mentre segno il cielo che percorro agile trascinato e spinto dalla forza altrui.Il canto rompe tra le rocce e si confonde con gli altri canti,che depositano il loro carico di lacrime senza sale,intrecciate alle mie che sanno di amaro e di sale.

Ascolto i rintocchi della Chiesa vicina.Pare che alcune persone in tali circostanze diventino tristi,ti assalgono i ricordi come fosse roba successa ieri,rammenti cose che hai fatto un po? come si dice che succede quando stai per morire?solitudine,amici,amori.

“Non ho mai temuto così una colomba in tutta la vita,non ho mai temuto così una farfalla, in tutta la vita,non ho mai temuto così un fiore di campo,in tutta la mia vita”.
Sembra ci sia gran festa in paradiso!

Mentre qui sotto piove,piove,piove.
Scritto da Massimiliano, rivisitato da.

Nenè

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L?olocausto con gli occhi dell?innocenza

26 Gennaio 2006 37 commenti


?Mi hanno portato via i genitori, l’identità, il fratello e la sorella e i miei averi. C’è qualcosa che vogliono da me. E allora ho pensato alla mia anima. Ho detto: non riusciranno a portarmela via, la mia.” Irene “

Erano in 15.000: non ne sono sopravvissuti nemmeno 100. Avevano tutti un?età compresa tra i 12 ed i 16 anni.

Terezìn fu il maggiore campo di concentramento nazista sul territorio della Cecoslovacchia. Costruito come transito per gli ebrei che dal Protettorato di Boemia e Moravia venivano deportati verso i campi di sterminio dei territori orientali, dalla sua nascita vi furono deportati 150.000 persone, fra le quali 15.000 bambini. La maggior parte trovò la morte nel ghetto stesso o negli altri campi nazisti. Non ci sono immagini forti, non ci sono cumuli di scheletri. Ma i quattromila disegni, come le sessantasei poesie di quelle giovani anime strappate alla vita, hanno senza dubbio lo stesso effetto. Il campo di Terezìn proprio perché di transito, è stato uno dei pochi che prevedeva uno spazio per i bambini. Stesse condizioni igieniche, stessa fame, stesse malattie. Proprio come gli adulti. Stessa Identica sofferenza.

Chi s?aggrappa al nido
non sa che cos?è il mondo,
non sa quello che tutti gli uccelli sanno
e non sa perché voglia cantare
il creato e la sua bellezza.

Quando all?alba il raggio del sole
illumina la terra
e l?erba scintilla di perle dorate,
quando l?aurora scompare
e i merli fischiano tra le siepi,
allora capisco come è bello vivere.

Prova, amico, ad aprire il tuo cuore alla bellezza
quando cammini tra la natura
per intrecciare ghirlande coi tuoi ricordi:
anche se le lacrime ti cadono lungo la strada,
vedrai che è bello vivere.

La poesia qui presentata porta la data del 1941; non si conosce il nome del ragazzo che l?ha scritta, ma il messaggio che contiene fa riflettere sul suo coraggio di vivere e sulla sua fede nella vita.
…Dove sarai ragazzo sconosciuto?Dove sarai tu che sapevi alzarti in volo,lieve come le ali del vento che sfiora le cime dei monti,cercando ancora il tuo canto?

No,non voglio dimenticare,MAI, accanto ad Israele,io,sempre.
Ieri 1941?.Oggi?2006 per non DIMENTICARE MAI!!!

Nenè/Sà

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La verità vi prego sull’amore!

25 Gennaio 2006 59 commenti


Una famosa poesia di W.H. Auden ha come titolo e come ritornello
l’ingiunzione:
La verità vi prego sull’amore!

D’amore tutti, uomini e donne, si sentono in diritto di parlare,
liberamente e impunemente.

Quasi a nessuno viene il dubbio di saperne poco. Ciò dipende dalla
nostra costituzione pulsionale. Mentre nel regno animale gli altri
mammiferi vanno “in amore” in periodi circoscritti e deputati
all’accoppiamento, gli esseri umani sembrano essere “sempre pronti”.
L’amore di cui si parla spesso nei rotocalchi, tuttavia, non è un fatto
meramente biologico o riproduttivo. Coloro che lo tematizzano come
pensiero dominante vogliono dominarlo a loro volta. Ne fanno un
argomento personale, di differenziazione.
Questi neo-romantici non ritengono che le loro siano vane chiacchiere
umane su una coazione universale -la riproduzione biologica e la
conservazione della specie-, che ci spadroneggia.
Come poterli smentire? Incontrare una persona, provare un’attrazione
fisica e psichica, condividere l’intimità fisica e psichica, provoca
quella che gli psicoanalisti chiamano “una festa del senso”.
Di tutti i sensi, non solo della vista (in cui si specchia il volto e il
corpo dell’amato/a), del gusto (i baci), dell’olfatto e del tatto (la
pelle), dell’udito (la voce affascinante), anche del senso simbolico, il
senso linguistico.

Per questo gli innamorati sono tutti poeti. Vivono nel sesto senso,
quello della verità psichica, il senso necessario che risveglia tutti
gli altri.
Non c’è verità sull’amore, bisogna dunque rispondere a Auden, bensì
l’amore è la verità.
Eppure quante verità sono scomode e dolorose!
Quanta cenestetica capacità del ‘sentirsi’ che va ben olte il tafferuglio ormonale,v’è nell’amore!

L’incontro tra due persone può essere un’esplosione di senso e scatenare
al contempo una rivoluzione. Si pensi a Romeo e Giulietta.
Come diceva Apollinaire (in una frase attribuitagli dai cioccolatini):
l’amore è libero, non è sottomesso al destino.
Nessuno può imbrigliare la freccia di Cupido, scocca senza preavviso, è
senza scrupoli e senza senso, libera, non sottomessa al fato.
La sfida dell’incontro fisico-psichico, si badi bene, è costruire questo
senso.
Su quest’impegno molti falliscono, perché la follia d’amore è molto più
forte di loro.

Un bacio,a tutti gli innamorati.
Nenè

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Quando nevicherà ad Agosto?

24 Gennaio 2006 11 commenti


Introspezione riflessiva? di strada, uno di quei pensieri che ti vengono così, quasi per caso , guardando il tuo volto allo specchio e spiandone i tratti quasi ti fossero sconosciuti.
Succede a volte,mentre sono presa dalle tante cose che compongono i tasselli dei miei giorni, risultanti di elementi da conundrum,quanto mai disordinati,belli però e tutti in un certo senso degni di essere ascoltati.Accade dicevo che mi capita di ascoltare una voce bellissima,come la mia, suadente,pacata e tenera,ironica e distesa,di leggere parole che sembra(fingono di parlare solo al mio cuore),che fingono o sembrano cercare solo la mia voce,intima,calda e pura(di quella purezza mai messa in discussione,in quanto è intima attenzione verso chi mi si propone,elevando quasi il suo spessore al mio,quasi indovinasse il bisogno che cela il mio personalissimo modo di essere donna). All?inizio,questa voce è poco più di un insetto che ronza attorno e che scaccio,a volte con mal garbo,a volte con gentile fermezza.
Poi però con il passare del tempo,qualche voce riesce ad aprire le mie più intime corde,questa voce si fa largo,questa voce si fa canto e mi sfiora,e mi accarezza intimamente,mi sussurra frasi e mi cerca,lieve a sapiente,ed io che vivo di sensazioni e di emozioni che, forgiate prima in testa(la mia!) e poi più giù nel cuore e poi più giù altrove?,producono le note fitte,avvampano il mio deserto di umori,rendendo brucianti e bagnate le mie notti a Parigi, a Roma?non importa dove.
Mi lascio andare a questa voce e per un po? mi concedo ad essa,la cerco,nel vortice della passione e mi accorgo di esserne io l?autrice, e scatta l?egoismo(perfetto,tempestivo,razionale,egoismo)che mi impedisce deciso,di dar un corpo,una forma, delle solide braccia e un viso a quella voce.
E la vinco quella voce suadente,spezzo ogni tentazione,frantumo qualunque debolezza,fermo e impedisco alla mia mano di comporre un numero,per dire a te che mi eri caro:?sono qui a pochi passi da te,mio giovane e ?vecchio?amore,sono qui da te,Nenè ? stanotte dormirà sotto il tuo stesso cielo e ti vuole Nenè in questo preciso istante ti cerca,e ti?è… la stessa Nenè,speciale e unica nel suo genere un po? alieno e trasognato.
La mano trema, la voce pure,solo lacrime asciutte che bruciano la gola,sono triste,qui,nella tua città e,mentre rientro guardo in giù verso il parcheggio vuoto,e mi sembra di vedere una mano,un braccio che si leva,no,mi sono sbagliata,non sei tu,non ci sei mai veramente stato.
Do le spalle al mare di questa bellissima città,richiudo la finestra,metto giù il cellulare e penso.
Fidati tu,io ero speciale e non mi ero sbagliata,eri speciale, infinitamente speciale anche tu ai miei occhi e ti amo ancora e forse te lo dirò un giorno.
Amore mio ? nevicherà mai ad agosto ?
Nenè

Il giochino di Mary,ripreso da Zampa,da Octopus e da…

23 Gennaio 2006 11 commenti


IRA
1. Chi è stata l’ultima persona con cui ti sei arrabbiato?
Ieri,col Vescovo di Salerno
2. Qual è la tua arma preferita?
Lingua che di solito è molto tagliente
3. Picchieresti una persona del sesso opposto?
Penso proprio di si,ne ho in mente un paio.
4. E dello stesso sesso?
Quelle di solito mi tocca consolarle.
5. Chi è stata l’ultima persona che si è arrabbiata con te?
Un uomo che non mi perdona di avergli dato buca(eh eh eh.
6. Porti rancore?
No, mi piace risolvere i problemi non rimuginarci sopra.

PIGRIZIA
1. Qual è la cosa che dovresti fare giornalmente e che non
stai facendo?
Pazientare.
2. Che ora era la volta in cui ti sei svegliato più tardi?
18.30 ero fusa di ritorno dalla grande mela.
3. Qual è stata l’ultima scusa che hai usato per non fare qualcosa?
Si è rotto il Pc.
4. Cosa non fai mai per pigrizia?
Niente pigrizia,solo noia.

GOLA
1. Qual è la bevanda più buona che bevi?
Caffè sempre.
2. Carne rossa o bianca?
Sono onnivora.
3. Quanto alcool sei riuscito a bere in una sola volta?
Due litri di Verdicchio dei castelli,con un panino alla porchetta.
4. Sei mai stato da un dietologo?
No.
5. Preferisci del cibo dolce, salato o piccante?
Salato, salato, salato.
6. Ti lecchi mai le dita dopo mangiato?
Lecco tutto tranne i culi quello non ho bisogno di farlo.

LUSSURIA
1.Quante persone hai visto nude?
Considerato che ho lavorato in ospedale proprio tante(eh eh eh
2. Quante persone ti hanno vista nuda?
Pochissime.Per la verità tutte quelle che mi interessavano veramente.

3. Sei mai stato beccato mentre guardavi il seno o i genitali
della persona che avevi davanti?
No, sono abbastanza intelligente e discreta da chiudere la porta.

4. Qual è la parte del corpo che preferisci nell’altro?
Gli occhi

AVARIZIA
1. Qual è il negozio dove spendi più soldi?
Libri,tabacchi,profumi,intimo
2. Preferiresti essere ricco o famoso?
Ricca,decisamente.
3. Accetteresti un lavoro noioso se significasse tanti soldi?
No,perché mi caccerebbero subito.

SUPERBIA
1. Qual è una delle cose di cui sei fiero?
Dei rapporti interpersonali con gli alunni,coi boys del gruppo,con tutta la gente.
2. Qual è una delle cose che hai fatto di cui son fieri i tuoi
genitori?
La mia fuga a Parigi a 16 anni.Fu ripresa da ? le figarò ?
Papà ne fu fiero,mamma voleva uccidermi!
3. Ti hanno mai messo in secondo piano?
Sì,sottovalutandomi,soprattutto mia madre .
4. Hai mai fatto qualche concorso sapendo di essere migliore degli
altri partecipanti?
Si, e l?ho vinto infatti.

INVIDIA
1.Quale oggetto o persona di amici vorresti avere?
Nessuno,mi bastano i miei(amici e cardi)
2. Se potessi essere qualcun altro, chi vorresti essere?
- Maschile: Dante mi piace il genio ed il candore profondamente umano con cui ha sbattuto amici in paradiso e nemici all?inferno.
-Femminile:George Sand per la fortissima carica sensuale ed il profondo senso di ribellione(a quei tempi non era facile,e non lo è neanche oggi.

? Sai? l’altro giorno ho visto dio, ma non oso dire com’è.
Tu non ci crederai, ma è donna. Ti parrà impossibile, ma è nera ?.

Passo il testimone a: 666&C ? Salem ? Regina ? Angel ? Flavio ? Buon gioco (se ancora non l?avete fatto.

Concludo con: ” …Così con gli occhi accecati, le labbra sigillate, le gambe legate e il corpo nudo, quella figura di sogno che il mio sogno stesso mi proiettava davanti aveva l’aria di quelle gran figure allegoriche in cui Giotto ha rappresentato l’Invidia con il serpente in bocca, che Swann mi aveva regalate ?)))
Nenè

Cose di vita

21 Gennaio 2006 14 commenti


Consumate dal peso
di rese e disilluse strade,
lastricati bagnati da lacrime
amarissime percorse in malo modo
senza te,mentre arriviamo insieme
all?ultima consegna.
Mentre stringo in questo bellissimo
giorno di sole,mani e braccia tenere
di bimbi che mi corrono intorno
festosi come sempre.
L?amore per la vita mi riprende
le lacrime asciutte mi soffocano
non ti sei arreso,ho sentito
la tua voce bellissima e tenera
raccontarmi di splendidi sogni
blandirmi,urgente,le mille e mille cose,
sussurrate nel cuore della notte
tempo perduto a rincorrere
un?altra voce,mentre tu
eri già dietro affianco,
intorno,dentro di me.
Ti amo e ce l’ho fatta a dirtelo
grazie per aver pazientato,
per esserci stato per tutte
le emozioni che mi hai dato
che ancora mi darai
che ancora ti darò.
Nenè

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Leila e Marie,regine degli stracci?

19 Gennaio 2006 22 commenti


Vi ho incontrato per caso alla stazione Termini,mentre in attesa di un treno, sacramentavo contro trenitalia e le soppressioni dei treni fatte senza preavviso.Osservavo gente e movimento attorno a me,stavo giusto facendo una riflessione sul fatto che tutti gli ?Invisibili? cittadini dell??impero degli stracci? che vedevo erano stranamente in coppia.Prima li vedevo da soli col piccolo fardello di tutti i loro beni appresso.Come mai mi chiedevo?Poi vi vedo,avanzate lentamente,dietro un carrello portabagagli,pieno zeppo di buste di plastica arrotolate strette e legate con la fettuccia grigia.Una un po? curva,coi capelli bianchi striati di scuro,un cappottone a quadri di colore indefinibile lungo quasi fino ai piedi,calzati in sgangherati scarponcini di feltro nero sformati dall?uso tenuti stretti alla meglio attorno alle caviglie gonfie,l?altra di pelle nera,più giovane un po? bassa e tarchiata,capelli neri ricci e crespi,un viso dai lineamenti tesi,due occhi neri,buoni che lanciavano avvisi diffidenti e disillusi.Ci siamo guardate bene in faccia tutt?e tre poi io tanto per attaccar bottone,vi ho chiesto dov?erano i bagni pubblici e tu Leila la più anziana mi hai spiegato quello che già sapevo,avete accostato il carrello alla parete e vi ci siete sedute sopra.Ho fatto altrettanto anch?io e così ci siamo conosciute Leila,Marie,? Nenè ??poi con dignità avete scartato un pacchetto unto,dentro ben incartati c?erano un tramezzino con l?orlo mezzo annerito e un pezzo di pizza rossa,secco e lucido di olio ho accettato un pezzetto di pizza,roba del 1915/18(!)che tu Leila mi porgevi con le mani livide e incrostate di sporco le dita coperte dai mezzi guanti le unghie orlate di nero, faticosamente ho mandato giù. Marie,non mi dici gli anni ma direi attorno ai quarantacinque,mi spieghi che eri venuta in Italia da Tunisi dove avevi studiato presso le Orsoline,scappata da un marito e dalle angherie crudeli di una suocera che ti disprezzava perché non eri in grado di concepire. Prima a Milano per anni a fare pulizie a ore(in nero come clandestina!) poi nelle mani di un Italiano bello e maledetto,che ti aveva presto buttata in strada a battere?coi toni accesi di chi rivendica con gioia feroce il suo riscatto che ancora gonfia dentro,mi racconti di come eri riuscita a fregarlo,prendendo di sfuggita un treno a caso,avevi raggiunto Roma col solo vestito addosso e lì sei rimasta,da anni in strada,clandestina senza diritti,invisibile a tutti(oh Roma,Roma?)la tua voce si spegne mentre ascolto te,Leila 80 anni gli ultimi 15 passati inosservata a Termini,tu una pianista in gamba,un passato di successi, l?unico figlio avuto a tarda età e morto giovanissimo tossicodipendente,tra un concerto e l?altro,un viaggio e l?altro,un marito geloso dei tuoi successi che un giorno dopo aver troppo bevuto ti ha fracassato la mano.Ti togli i guanti rotti per mostrarmela bene la tua povera mano destra dalle dita contorte e mentre guardo anche l’altra sana, bellissima macchiata dall?età ma dalle lunghe diritte agili dita quasi ti rivedo suonare al S.Carlo,all?Opera e all?Arena di Verona…
Mentre accarezzo la tua povera mano ascoltando le vostre sofferenze,non mi accorgo nemmeno che ho il viso inondato di lacrime silenziose e amare il gusto del salato mi da fastidio in bocca.Mi spiegate che ormai quasi tutti gli “invisibili” si cautelano contro le aggressioni di teppisti e la paura della morte in agguato vivendo in coppia, mi dite pure che voi due dormite nel passaggio di via Marsala,presso la ” farmacia internazionale “.
Leila Marie,Regine degli stracci,fragili fiori di vetro, in un giardino maledetto ritornerò da voi ogni volta che metterò piede alla stazione?Sempre finché vi troverò andremo insieme a prendere il caffè al ciao e a mangiare un panino.
Grandi fragili donne di questo bellissimo e amaro mondo,che avete scelto di condividere la vostra sofferta libertà,io vi amo e verrò spesso a trovarvi e se potessi vi porterei con me.
Se solo accettereste,ma non credo.
Nenè

Gli amori

16 Gennaio 2006 29 commenti


Gli amori
La foto è mia,con mia nipote in braccio sono costretta a renderla pubblica onde evitare che finisca nell?album di un ?Collezionista d?ossa? …
Grazie piccola per avermela tempestivamente inviata con affetto;))) Sà
Per la stessa ragione,sono costretta a pubblicare d?urgenza e fuori casa questo post Amici perdonatemi tutti,colpa mia e della mia ingenuità e candore,vi prego non dimenticate l?appello per Orso che corre?Nenè

È solo una canzone
quanti amori miti,
testati e esausti
che cercano ragioni
per esistere.
Amori traditi,
col pensiero e con l?anima,
spogli di calore,
abbandonati su seggiole
tra panni sporchi e
intime esperienze del
quotidiano sempre.
Gli ultimi bagliori
di chi non ha più fuochi,
aggrappato alla carena
di un bacino ormai estinto.
Note di colore
di pennelli secchi,
che dipingono tratti
di vernici asciutte
che lasciano sbavature
penose di grigio sporco.
Sono amori anche questi?
Per un frammento di tempo
hanno parlato al mio cuore
intenerendo le corde
intrecciate di interesse
e umana compassione
per un frammento di tempo
mi giro e sono già spariti
senza lasciare aloni. Nenè

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Nessuno tocchi Caino…

10 Gennaio 2006 40 commenti


CLARENCE RAY ALLEN E’MORTO
Tremi il popolo che non conosce la pietà…
UN POPOLO CHE NON HA PIETA’ PER CHI E’ GIA’ MORTO TREMI DAVANTI AL GIUDIZIO DI DIO,MENTRE DAVANTI AL MONDO PERDA OGNI CREDIBILITA’.
AMERICA TU NON MI RAPPRESENTI!!! Sà
/falivenes@tiscali.it
Pellerossa della tribù dei Choctaw noto anche con il nome di Orso Che Corre.Clarence Ray Allen,è morto oggi era un assassino pluriomicida
ma chi condanna a morte un vecchio di settantasei praticamente già morto,può mai rappresentarci al mondo?????????????????????????????
Nessuno tocchi Caino…
Nessuno tocchi Caino…
Nessuno tocchi Caino…
Nessuno tocchi Caino…
Nessuno tocchi Caino…
Nessuno tocchi Caino…
Nessuno tocchi Caino…
Nessuno tocchi Caino…
Nessuno tocchi Caino…
Nessuno tocchi Caino…
Nessuno tocchi Caino…
Nessuno tocchi Caino…
Nessuno tocchi Caino…
Nessuno tocchi Caino…
Nessuno tocchi Caino…
Tremi il popolo che non conosce la pietà…
UN POPOLO CHE NON HA PIETA’ PER CHI E’GIA MORTO TREMI DAVANTI AL GIUDIZIO DI DIO,MENTRE DAVANTI AL MONDO PERDA OGNI CREDIBILITA’.
AMERICA TU NON MI RAPPRESENTI!!! Sà
/falivenes@tiscali.it
Pellerossa della tribù dei Choctaw noto anche con il nome di Orso Che Corre.Clarence Ray Allen,è morto oggi era un assassino pluriomicida
Ma chi condanna a morte un vecchio di settantasei gravemente malato,già condannatto dal destino per che cosa è stato ucciso?
Nessuno tocchi Caino…
Nessuno tocchi Caino…
Nessuno tocchi Caino…
Nessuno tocchi Caino…
Nessuno tocchi Caino…
AMERICANI VOI NON MI RAPPRESENTATE!!!Nenè
Riferimenti: Schwarzy nega clemenza a "nonno"/Grazie Adri

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