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Archivio Luglio 2006

E’ mio il saluto …

31 Luglio 2006 75 commenti


E? mio il saluto

Buone vacanze a tutti, voi siete nel mio cuore,
alcuni di voi sono una piccola estensione di me ormai da quasi un anno.
E? bello sapere che ci siete e che vi troverò al mio ritorno.
In due giorni troverò il tempo di salutarvi tutti,
un giorno, spero di poter conoscere personalmente la maggior parte di voi.
Questi quasi versi sono dedicati in special modo
alla dignitosa sofferenza del mio amico Indy,
che combatte egregiamente contro la bestia nera
e al dolore di Zampa, che proprio come me, ama le discussioni,
non ama la guerra, ma che da sempre ce l?ha sotto casa.

…Dai pertugi di un mondo solitario
di riflessi ai più sconosciuti
dal suono che anima di lievi efflati
le coltri che coprono di insospettate stelle
le notti di velluto.

E? mio il saluto.

Dall?ansia che rende vano ogni mio dire
solitudini raccolte di capi vacillanti
e di silenzi spezzati solo
dal frinire dei grilli che rompono
quanto resta d?estate.

E? mio il saluto.

Dall?ombra che fa sosta tra i miei faggi
e mi accarezza lieve di maestrale
dolce e tenero giorno
che giochi tra ronzii d?ape
e corse di bambini a caccia di
vanesse.

E’ mio il saluto.

Dai colori di sangue che
hanno dimenticato quanto
può essere bello un solo attimo
di vera pace.

E? mio il saluto.

Di lenzuola impersonali e sterili
fredde e crude di lucenti acciai
in corsie di ospedali, dove soffre impotente
l?amicizia, che a nulla può soccorrere l?amico.

E? mio il saluto.

Di coraggiose e inconfessate lacrime
che bagnano i tuoi giorni e i tuoi progetti
brillando tra il pudore e le tue ciglia
di cui tu amico mio, mentre scherziamo insieme
mai mi parli.

E? mio il saluto.

Con grande affetto e stima a tutti °_° Nenè

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Sine die

13 Luglio 2006 123 commenti


La gola d?umanità e l?interesse per ogni forma accentrata sull?alone intangibile che cinge l?anima, convengono in me rendendomi docile e socievole, è la caratteristica di cui mi servo per giungere al solo scopo della conoscenza.
Il desiderio d?osservazione spesso mi spinge tra la gente, rende necessarie le mie uscite notturne in cui specie in questi giorni, la folta galleria umana si popola di volti, di suoni, di desideri, di ansie a mala pena celate, tra i vicoli odoranti di Salerno, città che si stende sonnacchiosa e pigra, affollata di turisti che dal vico dei mercanti sciamano verso il Duomo, oppure un po? più a casa, mentre percorro il selciato che dalla piazza principale di Giffoni conduce alla cittadella del cinema.

Nel tempo in cui cammino, penso alla straordinaria capacità della vita di stregarci col piacere, di annichilirci col dolore è infine di spezzarci con la morte, che non conosce ragioni di sorta, né dagli uomini, né da Dio.

Filo di seta dovettero tessere le Moire per quel pezzo di vita a due dal momento dell?incontro.

Passione inspiegabile a parole, travaglio di corpi, fusione di menti, mentre gocce stillanti dall?anima spegnevano (o accendevano ) il fuoco che si consumava tra lenzuola profumate di bucato, sensoriale godimento, raccolto tra le mani pompato dal sangue veloce e inarrestabile, rivestito dal fulgore degli anni, odore e corpi, amore nello svestirsi e rivestirsi a un tempo.
Desiderio che si è fatto carne, che non è mai cessato solenne, singolare e incancellabile.

Oh come è breve la vita della felicita e cortissimo quel filo di seta delle Klothes, perché?
Forse per il gusto di vederci sfiancati o perché si deve pagare lo scotto a chi ha voluto comparissimo al mondo?

Qualcuno avrebbe l?ardire di affermare, che per nascere abbia fatto domanda?

Parigi, Roma, Vienna, La Rochelle sono i posti che ci hanno accompagnati, e le prime all?Opéra e le corse nei boulevards e l?odore di umanità e di urina dei parapetti lungo il Tevere e la Senna e i quadri ammirati insieme e la baguette col salame divisa in due e il vino rosso che bevevo avida e che tu mi leccavi lungo il mento .

Mai far giungere alle orecchie della vita che si è felici fu un errore eppure noi lo commettemmo.

Taccio del dolore disperato che ne seguì.

Ne è passata di acqua sotto i ponti, ma quella giovane donna che ero allora, sente ancora il respiro di lui, il desiderio intenso e doloroso, lo strappo ad ogni minima partenza e sulle labbra riaffiora il sapore di quell?ultimo bacio, dato in aeroporto e il rombo degli aerei e il frastuono degli annunci e la tua voce che mi sussurra in quell?ultimo abbraccio mentre stretta a te chissà perché, quasi un presagio non volevo assolutamente lasciarti andare:

? tornerò presto amore mio, non piangere sorridi ?.

Donai la mia treccia all?acqua della Senna

E non voglio chiedere a Dio da che parte sta.

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…E ora ridateci la Gioconda !!!

10 Luglio 2006 19 commenti


Napoli Piazza Plebiscito: era un cartello discreto, non molto grande ma spiccava per l’inconfondile spirito che lo animava, c’era tutto un mondo, in quella frase una vera e propria scuola di pensiero, bonario ma sagace!

… E ora ridateci la Gioconda !!!…

…” Noi con Voi, Voi con noi per un sogno che non muore mai”…

CAMPIONI DEL MONDO CAMPIONI DEL MONDO CAMPIONI DEL MONDO

Noi…i soliti italiani. Grinta Cuore Coraggio…

e di mio aggiungo bagno(forzato) nella fontana della piazza, mi ci hanno depositata di peso!!!

Siamo felici Grazie Azzurri. Cannavaro, Gattuso … Grazie ragazzi.

Nenè

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Tombeurs des femmes

3 Luglio 2006 31 commenti


Oggi, chissà perché vi ho contati tutti. Gli Antonio della mia vita.
Siete tanti.

Il primo di cui ho ricordo sei tu papà, avevo così poca vita e il tuo viso chino su di me che mi narrava storie di cavalieri, armi ed amori, di Dante e di quella mezza scema di Beatrice(Angel questa è per te e per Salem!), ti chiamavano don Antonio(papà era molto amato), io invece ti chiamavo ‘Totonno’ come mamma.

Sulla testata del mio lettino campeggiava un angioletto rosa, era di gesso e tu mi dicevi che era il ritratto del mio angelo custode, fra te e mamma, me ne raccontavate di storie strane.

Poi crescendo, balza nella mente e nel cuore la figura di nonno Antonio, con la sua bella giacca di velluto verde a coste, la pipa di radica all?angolo della bocca, lo zufolo di canna, gli occhi azzurri e le favolose epiche storie di folletti, monacielli, re e regine, soldati che diventavano principi e cani magici.

In prima media a Roma alla Fedro, il mio amico di banco e di avventure, si chiamava Antonino, con lui le corse nei campi di grano, dietro la scuola a caccia di uova di quaglia, di spighe di grano, di maggiolini da legare col filo di cotone e far volare, ovviamente durante le ore di lezione, con lui ho condiviso le sospensioni, le note in condotta(tante!), ricordo che mi ammalai di varicella, tornata a scuola dopo 20 giorni, trovai sul registro di classe dieci note in condotta !!!

Alle mie proteste, il preside serafico rispose ? questo dimostra che siamo così abituati ai guai che combini che l?abbinamento nasce spontaneo anche durante le tue assenze. –

Eh si, così vanno i fatti della vita!!!

Di ritorno in paese ritrovai Antonio che avevo lasciato sui banchi di scuola, il mio alter ego, la mia parte migliore, amico vero, di quelli che io definisco i ? martiri di Nenè ?, con lui ?lavo i panni? ogni mattina e come dicono qui siamo entrambi affetti dalla sindrome di Peter Pan
(incorreggibili, immaturi, dispettosi)

Rompiamo le scatole a tutti, senza misericordia o rimorso alcuno!

Un altro Antonio fa parte dei miei trascorsi comunitari, lo chiamiamo ?Canale 21? ha la passione per i treni(una volta ci ha raccontato di aver spostato un eurostar(che formidabile pallista!), è un cantastorie peggio di ‘quell?antenna televisiva’, che campa tra uno ?nciucio sì e l?altro pure.

Lui è dotato di una notevole carica umana, sa tutto di tutti, soprattutto in termini di pettegolezzo, ah la vita di provincia, con le sue gioie, le sue fontane, i suoi colori e gli innumerevoli sapori.

Chiudo presentandovi l?ultimo degli Antonio, lui è di famiglia(la mia), per metà francese, porta il nome di mio padre e devo dire che lo fa egregiamente, pensate che a soli tre anni, all?asilo, tentava in tutti i modi possibili di abbassare le mutandine alle bambine(!), con le ovvie lamentele delle mamme di quest?ultime, delle maestre(sceme!)e lo scorno grandissimo di mio fratello, prof di matematica(scemo pure lui!), che razionalmente non si spiegava la cosa, e sconsolato mi confidava
? sto allevando un futuro maniaco!? ?

Un giorno chiesi divertita al piccolo perché facesse così, con calma lui mi rispose:
? volevo vedere cosa c?era di bello sotto quelle mutandine così colorate, le mie non sono così!!!-

Octy, Zampa? Un vero fenomeno, o no?

Io ne sono fiera, anche perchè è il mio ritratto, ha il mio stesso sorriso, ed ha pure la fortuna di avere la pelle molto più scura della mia, nessuna paura di scottature lui(miseriaccia!).

Pubblico una foto del mio maschiotto preferito!

Giudicate voi se non è gia un piccolo:
? tombeur des femmes, n?est pas ? ?

Octy? E’ fissato quasi quanto te(!)

Un abbraccione a tutti, anzi no piano con gli abbracci, che ancora ululo.

Ho deciso:mare…addio…sigh.

Nenè

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