Archivio

Archivio Ottobre 2006

Dedicato a Shi Yun , la mia figlioccia del web

29 Ottobre 2006 105 commenti


Shi Yun, prima che tu nascessi, lo dicevo che saresti stata femmina,(Edith/Fabio, leggete bene, perché così sarà pure per voi)

me lo sentivo dentro, che saresti stata una gioia per gli occhi e per il cuore e così è stato; sei nata di maggio come le rose che nella nostra terra conquistano i giardini.

Ho chiesto al tuo papà un immagine e lui facendomi felice me ne ha mandate tre, difficile la scelta stupende tutte e tre. Mentre ti scrivo guardo i tuoi occhi belli e particolari, le iridi sembra mi scrutino curiose e mi rimandi un sorrisino buffo e sornione, quasi un po? beffardo colmo di aspettative, trabocchi gia di consapevolezza.

Ciao madrina,sono come ti aspettavi? Come mi avevi immaginata?Dai dimmelo madrina, e allora? Dimmi cosa ti aspetti, cosa vuoi che diventi, cosa vuoi che faccia?

Voglio, piccolo paradiso e tenerissimo incanto, voglio che le tue braccine possano incatenare tutto il mondo, voglio per i tuoi occhioni solo sorrisi belli, voglio che il tuo piccolo cuore possa battere solo per amore, voglio che, quando sarai grande tu non conosca la parola guerra, che tu possa viaggiare e comprendere ogni angolo della terra e sentirti , ovunque come se fossi a casa.

Nel tuo incantevole viso prevedo cuori spezzati e innumerevoli danni
procurerai un mare di guai a chi solo ci proverà a farti del male.

Tanto per cominciare devono stare attenti il tuo papà e la tua mamma, perché gia fin da ora la tua espressione dice: ?state in guardia ?, si vede bene che la mente gia lavora e sta gia per spuntare il primo miliardo circa di domande!
Sì piccola è proprio così, che ti immaginavo, anzi la vuoi sapere tutta?
Lo sussurro a te sola nell?orecchio, che i grandi non sentano, sennò perdo la faccia.

Tu, piccola strega, superi di gran lunga ogni mia previsione.

Una pioggia di baci tenera e gia determinata Shi Yun, la tua madrina virtuale:-)
Nenè

Grazie papà Isio , per le foto stupende di questo piccolo capolavoro.

Grazie “Zio” Giano per la foto ridotta e la coloratissima cornice

N.B. Il nome della piccola tradotto in italiano non rende molto, vuol dire: ?colei che ha il dono della conoscenza dell?arte dello scrivere ?(!). Signori, gia il nome è tutto un programma sarà una scrittrice famosa e farà proprio un bel mare di danni.

Sangue di :RAPA …

24 Ottobre 2006 82 commenti


Vroon e Dreena , unici due sopravvissuti della razza dei vampiri, fuggivano nella loro macchina del tempo, per sottrarsi all?annientamento totale, da quando la razza umana li aveva scoperti nascosti in mezzo a loro, alla soglia del 22° secolo.

Da allora era cominciata la carneficina sistematica che aveva portato allo sterminio di tutti i vampiri, tranne quest?ultima coppia, che lavorava gia da un pezzo alla macchina del tempo e che l?avevano finita appena in tempo per fuggire nel futuro, alla ricerca di un periodo in cui la stessa parola ?vampiro? fosse ormai sconosciuta e, dove essi avrebbero potuto vivere, di nuovo indisturbati, insospettati, rigenerando la razza dai loro lombi

Si erano gia fermati quattro volte, sfuggendo di poco alla morte, l?ultima fermata li aveva portati in un futuro in cui l?uomo era scomparso e i cani si erano civilizzati, prendendone il posto, diventando sotto molti aspetti simili all?uomo, come questi conservavano la memoria storica dei vampiri, della loro avida fame di sangue, i due fecero appena in tempo a cibarsi grazie al sangue di una tenera cagnetta e dovettero fuggire ancora in avanti.

Infine il viaggio giunse per forza di cose alla fine, erano andati in avanti per circa mezzo miliardo di anni, ora non avevano più carburante e di certo in quel tempo lontano che avevano raggiunto, tutte le sostanze radioattive, parti essenziali del carburante erano scomparse oppure diventate inutile piombo.
Dovevano vivere li…non avevano più alcuna scelta.
-

Guarda – disse Dreena eccitata una nuova creatura! I cani non ci sono più e qualcos?altro ha preso il loro posto, sicuramente si sarà persa la memoria di noi vampiri.

L?essere che si stava avvicinando era telepatico.-

Ho sentito i vostri pensieri ? disse una voce nelle loro teste, vi state chiedendo se noi conosciamo i vampiri: no, non li conosciamo.

Dreena afferrò il braccio di Vroon in estasi,
- Libertà, mormorò affamata, e cibo! -

- Vi chiederete anche, proseguì la voce telepatica, ? quale sia la nostra origine e come si sia sviluppata la nostra razza:Tutte le forme di vita sono ora vegetali -

- Io, proseguì la strana creatura chinandosi verso di loro,

? appartengo alla razza dominante –

- Sono, a chiamarmi con la parola usata un tempo, una RAPA –

Questo racconto, di Fredric Brown
(Cincinnati, Ohio, 29 ottobre 1906 – Tucson, Arizona, 11 marzo 1972).

è stato scritto quando io ero appena nata

Nenè

Nota a margine che non c’azzecca nulla col presente:

[Martedi 24 Ottobre 2006 ore 15:10:00] iNFORMO TUTTI VOI CHE:
EDITH HA TROVATO CASA, ANDATE A FARGLI LE CONGRATULAZIONI…PRESTO LEI E FABIO SI SPOSERANNO (PRIMA O POI TUTTI VOI DOVETE PASSARLO ‘STO GUAIO!!!)
FRA CIRCA DUE ANNI NASCERA’ UNA BIMBA(!)
ANCORA NON HO PENSATO A COME LA CHIAMERANNO.
MA SO CHE SARA’ UNA FEMMINA SARA’ BELLISSIMA SARA’TOSTISSIMA E FARA’ PASSARE UN MARE DI GUAI A TUTTI I MASCHIETTI FURBI!!!
E QUESTO E’ QUANTO.
CHE???
FORSE NON SARA’ FEMMINAA???
MA NON DITELO NEPPURE PER SCHERZO E PENSATENE UN’ ALTRA CHE E’ MEGLIO
!-)nenè.

Categorie:Argomenti vari Tag: ,

E se, facendo un’ipotesi ?…

19 Ottobre 2006 98 commenti


La Terra aveva completato un altro giro intorno al Sole, producendo la sua musica fatta di note mai scritte su un pentagramma.
C?era stata una nutrita messe di bambini, i silos di grano erano stipati come non mai, da qualche parte, piogge battenti e freddo ghiaccio e nuvole grigie e plumbee stringevano la morsa attorno all?uomo, altrove gente che si divertiva tra sole e mare? potenti uomini d?affari reggevano le sorti del mondo, le Nazioni Unite pronunciavano parole di immensa saggezza e civiltà quando Arkain abbassò la mano e afferrò la Terra tra il pollice e l?indice.

Arkain aveva dormito per parecchio tempo, non sapeva neppure per quando, nella sua mente il concetto del tempo non aveva alcun significato.

A svegliarlo era stato un languore che lo aveva colto proprio alla sommità dello stomaco, non pensava come gli uomini lui, difficilmente i suoi e i nostri pensieri sarebbero stati conciliabili, potrei dire esponendo la questione in modo approssimativo che Arkain, quando non dormiva, aveva fame!

Di conseguenza, dopo aver strizzato i suoi innumerevoli occhi girando pigramente i bulbi in tutte le direzioni, Arkain protese sonnacchioso un braccio scostando i Soli e le immense Galassie, alla ricerca di un che di appetitoso per placare i morsi della fame, sapeva bene dove cercare, i pianeti più appetitosi erano al centro e si facevano riconoscere per la particolare grana, e un po? come facciamo noi a riconoscere una bella mela matura e succosa e croccante al punto giusto, lui era costretto a saggiarli con un colpetto del medio della mano.

Impiegò un po? di tempo per trovare quello adatto, infine lo prese su con la mano destra, scuotendone via la maggior parte del lucore salato che lo ricopriva, con le altre dita scrostò le spesse scaglie di ghiaccio azzurrino che ricoprivano i due lati opposti, poi dopo esserselo sfregato sul petto per asciugarlo bene, avidamente vi affondò dentro i denti, la sfera era morbida e succulenta non sgradevolmente calda, alla lingua, neppure gelida però…

Arkain che mangiava sempre l?intero pianeta nocciolo(nucleo)e tutto si sdraiò soddisfatto, lasciando vagare i suoi pensieri, quando d?un tratto si sentì ghermire per la nuca.
Venne afferrato di colpo in alto da un braccio smisurato coperto di peli grigi che emanava un puzzo ripugnante.

Ancora più in fretta di quanto potesse correre il pensiero guardò in giù facendo appena in tempo a vedere una bocca sterminata da cui uscivano rivoli di saliva puzzolente, – rosso vermiglio, in alcuni punti violacea e cavernosa solcata da gole profondissime e da vene bluastre e guizzanti ?
poi il buio si richiuse su di lui con un enorme schiocco, che ridiede un nuovo assetto alle Galassie intorno.

?Pare che non vi sia un solo dio!

Nenè

*Liberamente ispirato ad un racconto del matematico Martin Gardner

Categorie:Argomenti vari Tag: ,

E’ finita

15 Ottobre 2006 52 commenti


Me lo dicevano tutti Tommaso, che non sarebbe durata, che prima o poi t?avrei perduto, ma io ostinata e caparbia continuavo a nutrirmi solo alla tua luce.

Mi avevi vista nascere, avevi raccolto tenendoli stretti i miei primi passi incerti nel mondo, eri stato presente illuminando i miei giochi, le mie prime scoperte, avevi cullato sicuro i primi sogni, al tuo chiarore caldo e onesto, al tuo abbraccio io ero cresciuta.

Eri importante per me più della mia stessa vita.

Poi presa da altre cose, da altri amori
ti avevo lasciato in paese, non eri più importante
non eri più la cosa più preziosa.

Ricordo che nonno Tanio mentre da bambina ci presentava,
me lo diceva di non affezionarmi troppo a te,
che eri un personaggio d?altri tempi,

ma io tosta quando sono tornata a casa ti ho cercato,
il mio amore e la fiducia in te mi hanno ripagata,
per tutti questi anni mi sei stato vicino sempre fedele
e quando io mi allontanavo da te, paziente mi aspettavi
e quando ti cercavo eri li, parte integrante della mia vita.

Te ne sei andato all?improvviso, senza un lamento, senza un grido volto a rompere il cuore della notte, solo un piccolo silenzioso sbuffo mi ha risposto quando come sempre ho acceso il lume antico, per mettermi al piccì tu, mi hai mandato un ultimo sorriso caldo, per un attimo ti sei rivestito dei tuoi più bei giorni, poi in un estremo guizzo, un barbaglio di luce intensa e sei sparito.

Mi mancherai Tommaso, vecchia rarissima lampadina, eri in casa nostra dal 1887 chissà dove è volata la tua anima, di te mi resta un bulbo di vetro rosso col vertice a punta,due filamenti a volta e il vecchio dignitoso lume in cui vivevi.

Nenè

Categorie:Argomenti vari Tag:

Da Hiroshima e Nagasaki a Pyongyang

10 Ottobre 2006 79 commenti


Minaccia nucleare
Agenzia di Stampa Ansa: ore 11.22

Dalla Corea del Nord Pyongyang alle intimidazioni dell? Onu risponde:

? che gli Stati Uniti, rinuncino all? Atomica, allora lo faremo pure noi !!! ?

…Noi che abbiamo le basi Nato nel nostro territorio, ce la sentiamo proprio di dargli tutto il torto ?

” L? esplosione della bomba atomica , visibile in una palla di fuoco , produce un? intesa emissione radioattiva , contemporaneamente a onde d? urto e di colore , che distruggono tutto quanto si trova nelle immediate vicinanze. Le polveri i detriti risucchiati dal terreno concorrono a formare una nube di fumo dalla tipica forma a fungo . La ricaduta al suolo (fall-out) dei detriti divenuti radioattivi dipende dai processi dinamici dell? atmosfera e può causare danni ad aree anche molto estese “.
Enrico Fermi

America, il mondo non dimentica Hiroshima e Nagasaki !!!

Nenè

Immanenza ?

9 Ottobre 2006 14 commenti


Etimologicamente il termine significa ?restare dentro?,
il permanere di un?azione nel soggetto che la compie.
Tali sono ad esempio le azioni del ? vivere ? del ? pensare ?
In filosofia questo termine conosce due usi principali:
in gnoseologia qualifica una dottrina della conoscenza
che nega l?intenzionalità;
in metafisica designa una concezione del mondo che
che rifiuta la trascendenza.
Le metafisiche immanentiste hanno come caratteristica
il cardine: Realtà è nella Realtà, cioè realtà
come manifestazione del Principio; esse snodano i loro percorsi
lungo una traiettoria segnata dall?atomismo antico,
dal monismo plotiniano, dal panteismo spinoziano,
dal naturalismo moderno, dal materialismo e
dall?idealismo contemporanei.
A tale proposito lascio parlare l?applicazione rigorosa di Hegel:
?In questa nuova età il principio guida è il pensiero
che trae origine da se stesso, occorre respingere come
impertinenza e senza vita qualsiasi forma di
esteriorità e di autorità?.

Il pensiero costituisce ora la quintessenza dell?immanenza,
l?interiorità che pone se stessa per amore di se stessa.

Ora la domanda che io pongo è questa: se dentro di noi troviamo tutte le risposte e appaghiamo ogni nostro pensiero nell?amore verso il nostro pensiero, perché non ci sentiamo soddisfatti?

Perché è dentro di me l?irrequietezza e il desiderio ardente dei
vertici più alti della conoscenza mi consuma?

Perché sono sempre alla ricerca avida di risposte
che né la mia, né l?altrui immanenza a me donata
basta mai?

Ti cerco in tutto ciò che ho dentro e fuori, anch?io
come Spinoza ti cerco nella natura intorno e nelle cose
ti cerco tra braccia amate e amanti, ma nulla al mondo
estingue la mia sete.

Nulla!!!

Tranne Te, e quando alle mie domande, ai miei perchè risponde solo il silenzio, che sarà dei miei giorni?

Che di questa ansia che ogni ora mi dilania e divora i miei riposi, messi in tasca alla vita?

Nenè.

Se pure mi crocifiggessero
voi di me vedreste la carne

i miei capelli ricci
il mio volto, il mio corpo

soffermereste avidi
i vostri occhi

sui miei seni
e non vedreste

l’anima straziata

bloccata proprio li
tra due pensieri.

Categorie:Argomenti vari Tag:

Frate Francesco, voglio amare come te

4 Ottobre 2006 71 commenti


A giudizio di chi scrive Francesco è qui, in questo puro e bellissimo canto, colmo di speranza e di semplicità, non era complicato lui, sapeva amare, condividere, ridere e cantare, amava sorella povertà e sorella morte.
Non era tortuoso Francesco, perchè aveva compreso proprio tutto.

“1. Ogni uomo semplice,
porta in cuore un sogno,
con amore ed umiltà
potrà costruirlo

Se con fede tu saprai
vivere umilmente,
più felice tu sarai
anche senza niente

Se vorrai ogni giorno,
con il tuo sudore
una pietra dopo l’altra
alto arriverai

2. Nella vita semplice
troverai la strada
che la calma donerà
al tuo cuore puro.

E le gioie semplici
sono le più belle
sono quelle che alla fine
sono le più grandi

Dài e dài ogni giorno
con il tuo sudore
una pietra dopo l’ altra
alto arriverai”.

Frate Francesco, voglio amare come te
amare tutti anche chi è nemico a me.

Nenè

Il senso uterino della vita

3 Ottobre 2006 14 commenti


E non si può capire l’incomprensibile se accuratamente lo celo, e guardo i monti scorrere tra i rivoli di fiumi e mari di cui mai potrei fare a meno

E mani dalla pelle calda e secca, che non si lasciano toccare, e pesi che spezzano le schiene e cuori che stroncano i loro battiti davanti alle emozioni.

E braccia stanche rotte dalla fatica di amori abortiti, legati al silenzio di parole e gesti mai compiuti.

E’ questa, ma è proprio questa la vita?

Perchè se questa è, allora non mi fa più paura.

Ringrazio Ivy Phoenix e ®?x¥ socio, per l’immagine.

Secondo loro io quando sono arrabbiata sono così e…probabilmente hanno ragione

Nenè.

Categorie:Argomenti vari Tag: , , ,