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Archivio Aprile 2007

Il caravanserraglio

28 Aprile 2007 40 commenti


* Dedicato ai miei amici Alex_Laura al loro viaggio con Emergency a Dubai al loro piccolo e al progetto d?amore che fa di questo nostro mondo un’unica umanità senza frontiere.
?I giochi e le risa dei bambini si erano spente da poco contro il cielo rosso cupo del deserto preludio della notte vellutata che sarebbe sopraggiunta in pochi istanti.
Posato il fiato ardente pure il vento si preparava ad accarezzare la notte.
Le mura bianche delle piccole case risaltavano nella lacca nera e densa come pece della notte improvvisa.

Appoggiato contro il muro di una di esse Radash percepiva la pietra ancora calda di sole dietro le spalle, poco lontano dal centro del villaggio il suono cristallino della campana che invitava alla preghiera della sera e il canto dei muezzin accompagnava di bocca in bocca in ogni villaggio il momento di fede si era ormai spento da tempo.

Pensava a Saida al loro amore nato tra le dune accecate dal sole, rivedeva i suoi capelli neri come le ali dei corvi che si levavano in volo dietro le case dove era più facile trovare i resti dei pasti in decomposizione e i vermi sodi , succosi e grassi di cui nutrirsi.

Saida bella come la vita stessa ed altrettanto dolce Saida col ventre pieno e ancora il cuore sussultava di stupore per il miracolo del profilo di quel piedino che spingeva da dentro impetuoso, perentorio e quasi arrogante contro la pancia di lei.

Fra poco Radash avrebbe dovuto mettersi in viaggio, miglia di deserto, per raggiungere il caravanserraglio appena fuori Dubai, i cavalli fremevano scuotendo le nobili teste, quasi presagissero il lungo viaggio, la rena soffice schizzava sotto l?impeto degli zoccoli e ogni tanto si levava alto e superbo il nitrito di sfida degli stalloni.Era una selezione magnifica la sua e Radash lo sapeva bene, i cavalli di purissima razza araba non avevano uguali al mondo, in mezzo a loro decisamente Kamìr era il più superbo, sarebbe piaciuto immensamente ai crociati, Radash sorrise con orgoglio al pensiero della meraviglia di quegli occidentali di fronte a tanta perfezione e bellezza ma lui sperava con tutta l?anima che chi più di ogni altro avrebbe apprezzato sarebbe stato il sultano, in cuor suo cavalli come quelli, da 1.80 al garrese non avevano confronti e nessun occidentale al mondo avrebbe potuto mai capire la potenza di quei prodigiosi figli del vento..

Un po? gli sarebbe dispiaciuto doversi privare di simili campioni, ma il villaggio aveva bisogno, di tutto, l?accesso dell?acqua ai pozzi costava carissimo, cara l?avena e le carrube, il miele, la farina i ceci, i libri e i quaderni dei bambini?tutto costava un occhio della testa e poi i lavori per i nuovi bagni pubblici avrebbero mangiato gran parte del ricavato dalla vendita e al suq c?erano mercanti senza scrupolo e senza onore.

La voce dolce e un po? roca di Saida lo riscosse riportandolo al presente, l?odore della carne arrosto, il profumo del pane alle erbe appena cotto, le braccia della sua donna a circondargli il collo?
era tempo e poi sarebbe stato come Allah avrebbe voluto.
Sorrise Radash alla notte che ormai brulicava di stelle e rientrò in casa, prima del sorgere della luna sarebbe partito.

…e, ispirato da una foto bellissima e straordinaria vista nel blog di FedericaLeva.blog.tiscali.it una bella mamma che aspetta una nuova vita che gia si affaccia, stupenda, straordinaria e prepotente, com’è la vita stessa, un saluto buon ponte a chi può(io posso!)
agli altri felice primo maggio;-)

Nenè
Riferimenti: dedicato ad Alex_Laura due con …il mondo dentro

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La globalizzazione…come la vedo io.

20 Aprile 2007 84 commenti


Definizione da vocabolario:
?processo che sul finire del sec. XX ha determinato il passaggio da un sistema di Stati ed economie statali a un altro fortemente integrato nelle imprese e nelle tendenze di mercato ad assumere una dimensione mondiale superando i confini nazionali??.
Definizione terra/terra( in altre parole alla Nenè!):
si parla di globalizzazione quando una certa azienda(poniamo:un calzaturificio di Oderzo, in provincia di Treviso ) fabbrica le proprie scarpe a Taiwan perché li costano meno, le fa distribuire da una ditta dell?Indocina per via del cambio favorevole; le fa transitare via Singapore per risparmiare sul dazio, le impacchetta in Brasile(perché li le scatole costano meno della metà) le tiene ferme in un magazzino a Forcella(Na!) in attesa che arrivino le stringhe da Pechino, i cinesi le stringhe le regalano o quasi!
Pare che costino un terzo di meno di quelle fatte a Panama.

Che c?entra Panama?

Beh come dicono qui da noi quella c?azzecca sempre per via della bandiera(!) ma torniamo alle scarpe quelle le avevamo lasciate a Napoli senza stringhe( le scarpe non Napoli) infine ordunque le scarpe vengono trasportate a Barcellona(!) da dove arriveranno a Oderzo, provincia di Treviso, via Istambul, pronte per essere vendute a:Milano(via Montenapoleone) – Roma(via del Corso e Rione Trevi rigorosamente!) – Napoli (Corso Garibaldi ecc)?

E per finire, le prestigiose scarpe griffate a Oderzo provincia di Treviso verranno professionalmente e immediatamente copiate e falsificate in ogni singola parte dall?industrioso popolo dei bassi di via Ruoppolo e rione Sanità a Napoli e vendute per cinque euro al paio sulle bancarelle di forcella(Na), di porta Portese(Roma) e dei suggestivi mercatini rionali del milanese e se volete pure a Torino o a Firenze nei pressi di Ponte Vecchio.

Eh sìssì, gran bella invenzione americana la globalizzazione; Napoli gia si prepara ad imbottigliare l?aria del Vomero e di Posillipo a Taiwan e Salerno imbottiglia l’aria di Ravello sempre via Taiwan(!) per poi rivenderla agli americani di Manhattan con un largo margine di guadagno, così con la nostra “aria griffata” diventiamo tutti ricchi sfondati con l’aria sofisticata e il naso all’insù…e alla faccia dell’America ci trasferiamo a Bora Bora io, sempre a Calcutta(sic)
Nenè

Il tamarro…

11 Aprile 2007 102 commenti


IL tamarro: nella connotazione dispregiativa – tarro, tauro, zarro, maranza, sgrauso, truzzo.
Emuli di Bruce Lee i Tamarri ne sono i naturali successori.

Nelle vesti sgargianti il tamarro D.O.T. (denominazione di origine tamarra) per intenderci: classico piumino senza maniche oppure giubbotto fluorescente a tal punto che spesso viene scambiato per un addetto all?Anas; jeans stritola palle scarponcini o scarpe da ginnastica che fanno venire in mente per associazione, le classiche infiorate della festa del Santo Patrono, occhiali da sole portati in qualunque ora e con qualunque tempo della giornata , capelli ingellati col classico taglio alla carrè old-style con la loro amata musica stile rigorosamente tecno?

I tamarri che si rispettano si prendono il loro tempo; nella fisicità espressiva sono campioni assoluti, si fanno un punto d?onore nel manifestare nel modo più schietto e senza freni inibitori la loro prorompente fisicità, esalazioni, eruttazioni gastrointestinali sono

naturali e connaturate in loro e quindi non c?è da meravigliarsi se per caso vi trovate in loro compagnia di eventuali scoregge e rutti supersonici, altresì, si consiglia vivamente di munirsi di maschere antigas.
Espressioni tipiche del linguaggio del tamarro D.O.T.:

?minchia ci stai troppo dentro? ? ? ho le ridu? (ho le riduzioni per la discoteca)- ?stai manzo(stai calmo)- ?Porcoddue? bestemmia censurata in quanto la vera bestemmia genuina non fa parte della cultura tamarra.
Un’altra caratteristica sostanziale di questa specie, se quanto detto sopra non bastasse, è l?estrema serietà e intelligenza(!) dei loro principi basilari: il tamarro D.O.C.

non fa l?amore nella Smart perché sennò gli nascono i figli nani!!!

Il tamarro D.O.C. NON ASCOLTA le amatissime canzoni preferite in casa propria ad esempio i testi di Tony Tammaro, altrimenti come seriamente afferma: ?si ?guasteno ?e criature ?!

Bene ora che sapete tutto o quasi sui tamarri D.O.T vi prego di piantarla di fare i razzisti schifati, ogni volta che ne incontrate uno.
Nenè

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