Home > Argomenti vari > L’abete di Nenè

L’abete di Nenè

21 Dicembre 2007

Eccomi a voi amici miei col tempo che m’incalza dappresso, tra una partenza e l’altra, quest’anno per farvi gli auguri, ho scelto un albero di plastica verde intenso, pare proprio vero i bei rami frondosi si piegano sotto le luci e i tripudi della città, carichi di panettoni e pandoro fragranti e dorati, ormai quasi più costosi di un vestito…guizza tra i rami del mio abete la fratellanza, adorna dei lustrini della solidarietà, ci ho messo un bel po’ di ‘carità’ ostentata, di freddo, di fame, ai rami centrali in bella mostra i tre giustiziati dell’Iran(che in barba alla moratoria sulla pena di morte ghignano felici, augurando il meglio ai vari mortadella politici che s’ingozzano alla faccia loro e nostra e che si sentono così tanto buoni come io non sarò mai) e saltellano allegri tra questi miei rami le facce dei tanti clandestini, disonesti e corrotti, che come l’edera velenosa, venuti a cercare vita facile  appestano da tempo il bel paese, dei clandestini onesti e laboriosi inghiottiti dal nulla come i nostri disoccupati, su questo albero speciale non c’è posto….comincia ad essere pieno il mio abete e pesantissimo.

Le luci dai mille colori, non scaldano le mura degli antichi palazzi del cuore della città imbruttite e scrostate dal tempo, solcate da rughe profonde d’incuria i vecchi palazzi liberty, s’illudono per un istante di aver riconquistato l’antico splendore, per un momento mi torna alla mente l’immagine di qualche tempo fa all’Opéra di Parigi; vecchie patetiche signore, imbellettate e avvolte in splendide pellicce di innocenti animali, adorne di gioielli costosi che si muovevano penosamente e che sotto  il tripudio  crudele e impietoso delle luci dei grandiosi lampadari del foyer spumeggiante e pregnante dell’arguzia  di Moliere e di Racine con lo spirito colmo delle note immortali di Puccini, io notai …

Palazzi decadenti con facciate avvilite e chissà forse come quelle signore, per un attimo ancora, mostrano al mondo l’alterigia degli antichi splendori, illusione di una giovinezza che più non c’è e  non s’accorgono o per meglio dire non vogliono pensare al grottesco di quelle loro figure che l’occhio sfiora per poi fuggire altrove quasi ferito dalla stessa compassione subito velata dalla maschera brutale dell’indifferenza..

La città è viva, sfolgorante di barbagli d’oro, i marciapiedi coperti da passatoie rosse con le stelle dorate, calpestate da migliaia di passanti frettolosi, carichi di pachi e pacchetti avvolti in carte di carte lucide dai bellissimi colori vivaci, le espressioni tese, le sopracciglia aggrottate, neppure il suono allegro delle ciaramelle arresta il frenetico andare.

Non badano alle mani tese di chi non ha pacchi e abiti pesanti per ripararsi dal freddo di ghiaccio, quella mamma col bimbo in braccio, quasi accartocciata contro il muro, non interessa nessuno ne lei ne il suo bambino danno  fastidio però perché intralciano il passaggio e il fastidio cresce perché stonano in quel tripudio in quel affanno di ricchezza, quel bambino poi ora sta piangendo, che intollerabile seccatura…ma perché non intervengono i vigili?Ma che fastidio(!)

Che fastidio la miseria, che fastidio le proteste sindacali, gli scioperi, i diritti di chi ha fame, di chi ha sete, di chi pretende di coprirsi per ripararsi dal freddo, di chi osa lamentarsi perché muore di sete e che c’entriamo noi che scarichiamo di continuo all’altro capo del mondo, gli sciacquoni dei nostri bagni lussuosi?

Eccheppalle questi poveri che ci rompono le scatole ma noi abbiamo dato un po’ di soldi per loro o no? Abbiamo la coscienza a posto noi, mentre aspettiamo il divino Bambino!

Ma cosa vogliono di più?Gli abbiamo dato pure qualche capo smesso, si vabbè, magari era un po’ bucato ma possono cucirlo no?Non era neppure lavato eh ma quante pretese!

Il mio abete è stracarico di lacrime luccicanti come stelle, me le hanno date volentieri i

 tanti bambini martoriati, di mortaretti al napalm, di bombe e di guerriglia urbana come sarà felice Gesù bambino, amici che bell’albero gli abbiamo preparato!

Anche quest’anno infiniti auguri a tutti, non ho tempo di venire a darveli di persona, ma siete nel mio cuore tutti, ormai da tempo. Sabina F.

JNenè

 

Categorie:Argomenti vari Tag:
  1. 13 Gennaio 2008 a 0:34 | #1

    Ciao Nenè, tutto bene?

    Buon we

  2. conanne
    16 Gennaio 2008 a 21:40 | #2

    uffa pero! mi stanno venendo i capelli bianchi!

  3. 17 Gennaio 2008 a 15:24 | #3

    TROVATAAAAAAAAAAAA

    meno male

    mesi di assenza

    pc in fumo

    contatti persi

    ora sto rimettendo a posto la piattaforma

    e dopo una ricerca ti ho ritrovata

    Mitica nenè

    un bacio caldo caldo

  4. Nino
    17 Gennaio 2008 a 18:23 | #4

    Sei e resterai sempre nel mio cuore….. tvb

    (però attendo con impazienza il tuo ritorno…)

    Nino

  5. octopus
    17 Gennaio 2008 a 18:27 | #5

    un abbraccio

  6. ivy phoenix
    17 Gennaio 2008 a 21:33 | #6

    adesso mi ricordo che ho un disegno da spedirti….

    :-)

  7. Nino
    23 Gennaio 2008 a 18:50 | #7

    non mi sono dimenticato di te….. spero sempre nel tuo ritorno

    ti abbraccio con affetto

    Nino

Pagine dei commenti
I commenti sono chiusi.